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venerdì 10 dicembre 2010

La Termografia per la certificazione energetica degli edifici

I nuovi protocolli per la certificazione energetica richiedono nuove prove tecniche per le verifiche e i collaudi di quanto costruito al fine di valutare in modo obbiettivo la classe di merito del fabbricato. Tali prove come termografia e blower-door test sono assegnati a tecnici specializzati.

In merito alla termografia è bene ricordare che un rapporto termografico completo può essere redato e controfirmato solo da tecnici di II° o III° livello accreditati secondo la normativa UNI EN 473 che stabilisce i requisiti del personale addetto alle prove non distruttive.
E' pertanto buona prassi verificare che il tecnico che si propone alla realizzazione di un rapporto termografico con fine certificazione energetica, o che esegua una termografia qualitativa sia correttamente certificato secondo tali normative in vigore.

Sostanzialmente è buona cosa vedere come i protocolli di  certificazione energetica più seri si orientino non solo alla semplice valutazione dei calcoli progettuali, ma richiedano anche un vero e proprio collaudo sullo stato di fatto per valutare la coerenza progettuale ed assicurare al committente la certezza del proprio investimento.

Tra i due protocolli che al momento hanno realizzato una mini linea guida per le prove termografiche possimo citare CasaClima ed EcoAbita

Riporto qui di seguito entrambe le linee guida per la termografia per entrambe i protocolli citati



Direttiva tecnica CasaClima termografia

• I risultati sono da documentare in modo ragionevole.
• Una relazione significativa è necessaria per ogni termografia.
• Il contenuto e le richieste che la relazione contiene dipendono dall’obiettivo.
• Contenuto essenziale:
• prima pagina con indicazione dell’oggetto/cliente ecc.
• foto documentazione edificio e vani soggetto al test di termografia
• introduzione e metodologia: obiettivo dell’indagine, strumentazione
utilizzata, data della prova, informazioni importante per la prova, oggetto
verificato ecc.
• termogramma e foto, impostazione della termo camera per ogni immagine
(span e level), parametri e valori misurati, descrizione del termogramma,
posizione, componenti e condizioni durante la verifica.
o temperatura aria
o temperatura di riflesso
o emissività
o umidità relativa
o distanza
• conclusione con spiegazioni e valutazione, data e firma



Direttiva tecnica EcoAbita termografia

Macchina termografica

Il rilievo in opera ed a lavori ultimati delle imperfezioni costruttive, viene effettuato mediante l’utilizzo di macchina termografica ad alta risoluzione (consigliato: 320x240 pixel; gamma spettrale 7.5-13 mm; intervallo di temperatura da –15 a + 120°C) sull’involucro edilizio esterno ed interno dell’edificio, allo scopo di valutare:

1.     i ponti termici di facciata sui i prospetti dell’edificio;
2.     i ponti termici sui balconi, sulle fondazioni, sui solai e sui fascioni sottotetto;
3.     le imperfezioni di montaggio con particolare riferimento alle finestre e porte.

Le misure devono essere effettuate in condizioni di delta minimo tra temperatura interna ed esterna + 5 °C al fine di valutare correttamente le eventuali dispersioni di calore. Qualora tali condizioni non siano verificabili si può fare riferimento ad una sorgente artificiale per riscaldare la superficie di prova.

Il tempo di misura deve essere sufficiente a cogliere la variabilità del fenomeno fisico analizzato. 

L' adozione di tali protocolli per le prove termografiche e l'introduzione della prova termografica ai fini della certificazione energetica, rappresentano un punto chiave di passaggio, dalla vecchia concezione di certificazione energetica percepita come inutile balzello a carico del committente, che spesso, insoddisfatto, si trovava a richiedere comunque tali prove a seguito di contenziosi con i costruttori.



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