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Climatizzatori mal funzionamento scambiatori di calore

Mi rifaccio ad una vecchia discussione iniziata sul forum di termografia http://www.infrarosso.info che trattava del malfunzionamento degli scambiatori di calore, ovvero dei condensatori o evaporatori degli impianti di condizionamento. Essendo del settore mi capitano spesso condensatori rotti o ostruiti, tutta via è difficile poter fare una prova termografica dell' oggetto in questione durante il suo funzionamento in quanto spesso è eccessivamente compromesso, quindi soggetto a perdite consistenti, o non è possibile inserirlo in un banco prova con un impianto funzionante.

Tutta via in taluni casi fortunati è possibile essere nelle condizioni giuste per fare una prova con la termocamera.

Sostanzialmente esistono due gruppi di evaporatori, quelli la cui serpentina è costituita da un tubo di rame ripiegato, e quelli realizzati in alluminio con micro alveoli.

I primi sono solitamente più utilizzati nelle moto condensanti degli impianti di condizionamento, questi difficilmente si intasano , è più facile trovare strozzature, pori o rotture sul tubo di rame.



I secondi ad alveoli sono usati come condensatori o evaporatori negli impianti di climatizzazione degli autoveicoli, di per se la loro struttura fragile è soggetta a rotture in caso di urto, pori, e intasamenti da alluminio, o altri contaminanti presenti negli impianti danneggiati o mal riparati.
Data la loro particolare struttura vengono semplicemente sostituiti in caso di problema, in quanto è impossibile pulirli internamente o ripararli in alcun modo.



In questo caso riporto l'esempio di un condensatore in alluminio con micro alveoli di un auto WV.
La colorazione nera lo rende basso emissivo senza riflessi quindi non presenta alcuna problematica pr la ripresa con termocamera, l'unico accorgimento è che tale valutazione è da fare in condizioni statiche, cioè senza ventola di raffreddamento accesa.


L'ostruzione si presenta come un punto caldo concentrato in quanto l'ostruzione impedisce di fatto la normale circolazione del fluido refrigerante pompato dal compressore, in pochi istanti si possono raggiungere pressioni considerevoli con temperature elevate e ben evidenziabili, a circa 25 bar interviene il pressostato di sicurezza che stacca il compressore per evitare danni ulteriori all' impianto

La medesima prova con termocamera può essere effettuata anche sul corpo del condensatore e verificare la distribuzione delle temperature nei gruppi di serpentine. 
Nei primi istanti di funzionamento è possibile distinguere le zone con fase liquida e gassosa del refrigerante, o notare come in questo caso la distribuzione anomala delle temperature nei gruppi di serpentina, la quale solitamente indica l'ostruzione parziale o totale di più alveoli. 



Per essere eseguita correttamente è necessario rimuovere completamente la copertura del condensatore, i condensatori in tubo di rame hanno numerosi riflessi che possono trarre in inganno, non ci si può limitare all' ispezionamento del solo condensatore ma è opportuno valutare l'insieme di tubi e apparati dell' impianto. 









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Dai calcoli effettuati è assodato che la parete nella quale è realizzato il cappotto di 5 cm (4 cm xps 1 cm cartongesso) dimezza di fatto la sua trasmittanza termica lasciando intuire (sulla carta) un conveniente risparmio energetico e maggiore confort.

In pratica le prove effettuate in questo periodo hanno dato valori ben diversi


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 L'abitazione  che ho analizzato era costituita da tufo vulcanico utilizzato come tamponamento della struttura principale si può quindi assumere un valore di trasmittanza pari a 0,6 /0,7 W/mk

Dati tecnici di riferimento del tufo 
 Coefficiente di resistenza a…

Cappotto interno come funziona

Visto l'interesse dei lettori questo centesimo post e dedicato all'effettivo funzionamento del cappotto interno.
Come solito ho preso come soggetto casa mia, un autentico colabrodo termico, non si poteva avere esempio migliore :-\

Queste riprese sono state realizzate internamente ed esternamente alla stanza nella quale ho realizzato un cappotto termico interno esiguo nell' intenzione di contenere una pò le dispersioni termiche e migliorare la situazione generale della parete dietro all' armadio.
La parte è costituita da una lastra di cartongesso accoppiata a del semplice xps dello spessore di 4 cm posato in diretta aderenza al muro esistente con collante e tasselli, potete leggere l'intera recensione della realizzazione a questo link  --  cappotto interno dall' analisi alla realizzazione  --

Nelle immagini ho voluto  evidenziare alcuni dettagli quali

tasselli che possono creare condensaponte termico perimetrale al cappotto non eliminabile effetto del riscaldamen…

Differenza tra cappotto esterno e cappotto interno

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Tutta via In determinati contesti di ristrutturazione risulta impossibile realizzare un cappotto esterno e di sovente  può succedere di dover optare per entrambe le soluzioni, ovvero, ci si ritroverà con una parte di edifico isolato esternamente ed una parte isolato internamente.

Rimane dif…

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PREMESSA 

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Guarda il VIDEO 



Per vedere quanto possa funzionare un materiale termoriflettente ho fatto una prova interessante che ha rivelato le notevoli proprietà di questo semplice materiale.
Sul tetto di un capannone in pieno sole ho posto circa 1 m quadrato del peggior materiale termoriflettente recuperabile in qualsiasi store di obbistica. Questo materiale è composto da un supporto di 3 mm di polistirolo flessibile e da una sottilissima pellicola metalizzata con rifinitura lucida. solitamente Questo mater…

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Il campione è costituito da una lastra di cartongesso da 1 cm

La lastra è stata suddivisa in 4 quadranti
il primo quadrante è stato verniciato con una pittura termoisolante le cui nano sfere di ceramica dovrebber oavere un effetto termoisolante e termoriflettente
il secondo quadrante è semplice pittura acrilica bianca
il terzo quadrante è alluminio adesivo lucido
il quarto quadrante è lasciato grezzo senza alcuna finitura.



La lastra di cartongesso è stata appoggiata alla piastra del fornello elettrico calda ed osservata con la termocamera.

L'immagine che segue è molto ben…

Quando il cappotto termico è più un golfino senza maniche

Perchè se hai un condominio che è un parallelepipedo di calcestruzzo fai 10 cm di cappotto solo su 2 dei 4 lati ???????

Perchè trascuri due facciate che sono completamente lisce ed uniformi e fai il cappotto dove ci sono i balconi, rientri ecc ?????????

Perchè butti via dei soldi quando hai già l'impalcatura montata  ??????????

Nell' attesa che un' entità superiore possa rispondere alle mie domande vi propongo questo termogramma che parla da solo




Con questo termogramma rispondo a tutti quelli che hanno la brutta idea di voler fare il cappotto solo su un lato della casa o in modo parziale, ecco quello che otterrete, questo non è un capotto ma un golfino senza maniche !
In più avete buttato via soldi e tempo ottenendo un risultato pessimo. 
Attenzione questo termogramma è un caso reale, di due condomini gemelli sui quali due anni fa è stato isolato solo il tetto e 2 delle 4 facciate ottenendo questo schifo.
La medesima situazione è applicabile a chi ha più vetrate rispetto …

Intervista su Prontopro

Prontopro.it il portale italiano, che raggruppa artigiani e professionisti, permettendo ai privati un facile contatto con loro per ricevere preventivi su svariate prestazion,i mi ha intervistato sulla termografia, in modo da far conoscere questa tecnologia molto utile nella manutenzione degli immobili, a tutto il loro pubblico.

Certo che la conoscenza di questa piattaforma possa essere utile anche ai miei lettori e a tutti quelli che si imbattono nel mio blog condivido qui diseguito il link all' intervista pubblicata sul blog di Prontopro.it